Namasté: significato, origini, come si fa e quando si usa - Mantra Yoga Centre Bologna
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Namasté: significato, origini, come si fa e quando si usa

La parola Namasté è ormai entrata nel vocabolario comune non solo di chi pratica yoga, ma di tutti, visto che è anche usato nei testi di alcune canzoni. Ma ti sei mai chiesto cosa significhi veramente?

Il suo significato va ben oltre un semplice saluto. Namasté è un modo per mostrare rispetto e onore a un'altra persona.

In questo articolo ti svelo il significato più profondo di questa famosa espressione, le sue origini, quando farlo e come.

Cosa significa Namaste

cosa significa namaste

La parola Namasté deriva dal sanscrito, unisce il suffisso namas (inchino, reverenza, rendere omaggio) e te (a te), traducendosi letteralmente in “Mi inchino a te”.

Una delle traduzioni più diffuse di Namasté è  “Il mio spirito si inchina al tuo spirito” oppure “Il Divino che è dentro in me saluta il Divino che è in te”.

Infatti nella tradizione yogica, Namasté rappresenta un gesto di profondo rispetto, un riconoscimento dell’anima altrui.

Questo saluto ci ricorda che siamo esseri spirituali, tutti provenienti dalla stessa fonte cosmica originaria. Ci invita a riconoscere l’essenza spirituale dell’altro, superando ego e separazioni.

Le origini del saluto Namasté

le origine di namaste

Le origini del Namasté affondano nei Veda, gli antichi testi sacri dell’India, dove veniva usato per salutare le divinità. Nel tempo, questo gesto si è diffuso come simbolo di rispetto verso maestri spirituali, anziani, e chiunque porti saggezza.

Anche se in Occidente viene usato per concludere le lezioni di yoga, in India è un saluto di benvenuto, mai di congedo, e sottolinea l’importanza della presenza e della sacralità dell’incontro.

Namasté: quando si usa e come si fa

Namasté: quando si usa e come si fa

Praticare Namasté è molto semplice: unisci i palmi delle mani, con le dita puntate verso il cielo, all’altezza del petto, del mento o della fronte e piega leggermente la testa in avanti, pronunciando la parola Namasté.

Questo gesto a noi occidentali sembra una posizione di preghiera, invece è un simbolo di equilibrio tra la nostra parte spirituale e quella terrena.

Questo saluto viene utilizzato all’inizio e alla fine di una pratica spirituale o meditativa, come saluto formale tra persone e come segno di gratitudine e rispetto.

Nella cultura indiana dello Yoga, questo gesto è un mudra, ovvero un gesto simbolico ed energetico, chiamato Anjali Mudra.

Quando le mani si incontrano davanti al cuore, si attiva il chakra Anahata, portando armonia, umiltà e connessione.

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