

Lasciar andare: cosa significa e come farlo
Lasciar andare è una delle cose più difficili che possiamo imparare nella vita. Con l’espressione “Lasciare andare” possiamo intendere tante cose, ma in generale significa non attaccarsi e accettare che qualcosa possa cambiare.
A cosa ci attacchiamo?

Siamo di solito consapevoli che ci attacchiamo alle persone, soprattutto a quelle che amiamo. Infatti se il partner ci lascia o una persona cara muore, non vorremmo lasciarle andare e magari continuiamo a tenere dentro di noi qualcuno anche quando la relazione è terminata.
Il nostro attaccamento però non riguarda soltanto le persone. Ci leghiamo inconsapevolmente a tantissime cose: alla casa dove viviamo, alla nostra automobile, a certi oggetti (libri, vestiti, gioielli, ecc.), anche quando non ne abbiamo più bisogno o li perdiamo. Ogni cosa può contenere un ricordo e liberarcene può sembrarci quasi come cancellare una parte della nostra storia.
Ma esiste un attaccamento ancora più sottile: quello verso noi stessi e verso ciò che siamo stati.
Possiamo rimanere legati a quando eravamo più giovani, belli, desiderati o in forma. Oppure al nostro ruolo professionale, alla posizione che occupavamo, al ruolo che avevamo nella famiglia (genitore, figlio, ecc.). Quando queste condizioni cambiano, può sembrarci di perdere una parte di noi.
In realtà, stiamo semplicemente attraversando una trasformazione.
Anche le nostre convinzioni possono diventare gabbie. Esistono attaccamenti che non possiamo vedere: sono le nostre abitudini, convinzioni e idee su noi stessi.
“Ho sempre fatto così.”
“Non sono capace.”
“Alla mia età non posso più cambiare.”
“Ormai questa è la mia vita.”
Pensieri ripetuti per anni possono trasformarsi in convinzioni profonde e finiamo per considerarli verità assolute. Non riusciamo a cambiare idea o a vedere le cose da un altro punto di vista perché non lasciamo andare certe credenze. A volte scopriamo di vivere secondo regole appartenenti a una versione precedente di noi.
Invece è molto utile trovare il coraggio di mettere in discussione queste certezze e domandarci: questa convinzione mi appartiene ancora? Mi sostiene o mi limita?
Lasciar andare non vuol dire dimenticare

C’è chi crede che lasciare andare significa dimenticare. Invece non è così. Possiamo lasciare andare una persona e continuare ad amarla. Possiamo cambiare casa e conservare i ricordi legati a quella casa. Possiamo accettare che un periodo della nostra vita sia finito senza cancellarne l'importanza.
Il passato può diventare memoria, esperienza e insegnamento, senza trasformarsi in un'ancora che ci impedisce di muoverci.
Nonostante sappiamo che alcune situazioni sono finite, che certe persone non fanno più parte del nostro presente, che alcune fasi della nostra vita si sono concluse, continuiamo a pensarci, a volte con nostalgia, altre con rimpianto, altre semplicemente perché ciò che conosciamo ci dà sicurezza.
Lasciare andare significa smettere di aggrapparsi. Quando rimaniamo completamente ancorati a ciò che è stato, occupiamo uno spazio che potrebbe essere abitato da qualcosa di nuovo: una possibilità, un incontro, una relazione, un viaggio, un progetto o persino un modo diverso di vedere noi stessi.
Non possiamo sapere cosa arriverà dopo. Il nuovo può suscitare paura perché non lo conosciamo. Ed è proprio questa incertezza che spesso ci spaventa. Per questo a volte preferiamo una situazione conosciuta, anche quando non ci fa più stare bene.
Ma non possiamo scoprire cosa c'è oltre una porta se continuiamo a tenerla chiusa.
Lasciar andare non significa perdere. Significa fare spazio, fare spazio al nuovo, alla sorpresa, all’incognito.
Spazio per nuove possibilità, nuovi incontri, nuovi luoghi e nuove parti di noi che ancora non conosciamo.
Significa accettare che non tutto possa rimanere come prima. Perché la vita continua a trasformarsi. E a volte, per poter accogliere ciò che sta arrivando, dobbiamo semplicemente avere il coraggio di aprire le mani.
Imparare a lasciare andare
Per allenarci a evitare gli attaccamenti, possiamo iniziare dalle piccole cose: liberarci di un oggetto che non utilizziamo più, di un'abitudine inutile, di un pensiero negativo ricorrente. Notando quante volte usiamo i possessivi mentre parliamo: mio, miei. E, con il tempo, arrivare a ciò che è più profondo: un'immagine di noi stessi, una convinzione, una relazione o un modo di vivere che non ci rappresenta più.
Lo yoga e la meditazione possono aiutarci a sviluppare quella consapevolezza necessaria per riconoscere ciò a cui siamo ancora aggrappati.
Nella tradizione del mantra yoga, possiamo utilizzare in particolare i mantra seme Shakta KRIM e HUM come supporto al lasciar andare.
KRIM è un bija mantra, un mantra seme tradizionalmente associato alla trasformazione e alla forza distruttiva di Kali, che rappresenta il tempo e il potere di recidere ciò che non serve più.
HUM è un altro potente mantra seme, associato nella tradizione tantrica al fuoco, quindi al bruciare e liberarsi del passato e di ciò che ostacola il nostro cammino evolutivo.
Meditare con questi mantra può diventare un'occasione per osservare ciò che tratteniamo e coltivare interiormente la disponibilità al cambiamento. Non si tratta di “cancellare” ricordi, emozioni o persone, ma di imparare gradualmente a non esserne prigionieri.
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